La parola "dilemma" significa una situazione difficile in cui si deve scegliere tra due o più opzioni, spesso ugualmente indesiderabili.
Nel contesto della canzone, Geolier canta: "M'addormo a Dubai Marina, che marina, che talento, che dilemma. Troppi sorde dint'a sacca me rallento". Qui, il "dilemma" non è una scelta difficile nel senso tradizionale, ma piuttosto la conseguenza inaspettata e quasi ironica di avere "troppi soldi", che lo rallentano. È un modo interessante per esprimere come anche l'abbondanza possa creare una sorta di problema o ostacolo, rendendo la parola più intrigante del solito.
In napoletano stretto, Geolier racconta una vita che di "niente di speciale" ha ben poco: Parigi con il Paris Saint-Germain, il risveglio a Dubai Marina, la G-Class che sembra impennare a ogni semaforo, i soldi da stirare e un pavé comprato in gioielleria che nemmeno gli piaceva. Il ritornello gira su se stesso come un motore su di giri, mentre lui guarda il mondo della notte, le ragazze del club che fanno più soldi di chi vende fuori, il Rolex e nessun relax.
Il titolo però è una presa in giro verso se stesso. Dice di avere le lenti e il baffo, ammette di ripetere sempre le stesse cose e di non essere neanche tanto bravo, e ricorda che era destino dall'inizio. Sotto la scorza da fenomeno c'è la fedeltà al gruppo: siamo tanti, chiamateci se serve qualcosa. È proprio questo contrasto tra il lusso raccontato e il "sono uno qualunque" a rendere il pezzo più interessante di una semplice sfilata di marchi.