Shattered significa 'frantumato' o 'ridotto in frantumi'. È una parola potente che evoca un'immagine di distruzione improvvisa e violenta, molto più forte di un semplice 'rotto'.
Nel contesto di "Viva La Vida", questa parola è usata per descrivere le finestre ("Shattered windows") dopo un evento catastrofico, simboleggiando la caduta del re e la distruzione del suo mondo. Cattura perfettamente il senso di perdita e il caos che permeano la canzone, rendendola memorabile e ricca di significato.
Il re di questa canzone parla al passato fin dal primo verso: "I used to rule the world" (un tempo governavo il mondo). Bastava una sua parola e "Seas would rise when I gave the word" (i mari si alzavano quando davo l'ordine). Adesso dorme da solo e "Sweep the streets I used to own" (spazza le strade che un tempo erano mie). La caduta è tutta lì, in due righe, e Chris Martin la canta sopra archi e timpani che sembrano una festa. È proprio questo contrasto a renderla così strana e così bella.
Occhio a "the old king is dead long live the king" (il vecchio re è morto, viva il re): è la formula che si usava quando un sovrano moriva e il trono passava subito al successore, e qui suona crudele, perché il re è stato già rimpiazzato mentre è ancora vivo. I suoi castelli poggiavano "Upon pillars of salt and pillars of sand" (su pilastri di sale e pilastri di sabbia), cioè su roba che si scioglie alla prima onda. Il verso più triste però è "I know St Peter won't call my name" (so che San Pietro non chiamerà il mio nome): San Pietro è il santo che, secondo la tradizione cristiana, tiene le chiavi del paradiso, quindi il re sa di non essere atteso lassù. E con i rivoluzionari che vogliono la sua testa "on a silver plate" (su un piatto d'argento), la domanda finale "Who would ever want to be king?" (chi mai vorrebbe essere re?) ha tutta l'aria di una confessione.