Amarrar significa “legare” o “ormeggiare”, ma in questa canzone assume un significato poetico e impossibile: la cantante dice di poter “legare il cielo” per regalarlo interamente alla persona amata. È un verbo più evocativo di atar e crea un’immagine memorabile di amore senza limiti.
Hai presente quella fase dell'innamoramento in cui stare lontani sembra una condanna? In "BESO", ROSALÍA e Rauw Alejandro cantano proprio questa dipendenza dolce ed esagerata: «Estar lejos de ti es el infierno / Estar cerca de ti es mi paz» ("Stare lontano da te è l'inferno / Stare vicino a te è la mia pace"). C'è una devozione totale che sfiora il drammatico con «Yo me voy contigo a matar» ("Vengo con te fino alla morte", un modo di dire per giurare fedeltà cieca), mentre l'altro protesta subito: «No me dejes sola, ¿pa' dónde vas?» ("Non lasciarmi sola, dove vai?"). Da notare quel «pa' dónde», la tipica contrazione colloquiale dello spagnolo caraibico per para dónde.
I dettagli quotidiani rendono tutto ancora più intimo e reale. I due descrivono l'amore con odori precisi: «Huele a tabaco y melón / Y a domingo en la ciudad» ("Profuma di tabacco e melone / E di domenica in città"), un misto strano ma perfetto tra relax e pigrizia. C'è anche una modernissima prova d'affetto: «Si mi cel se va a apagar, solo te aviso a ti» ("Se il mio cellulare sta per spegnersi, avviso solo te" - con cel, abbreviazione di celular). Tra baci dati come se nessuno avesse mai dovuto insegnarglielo e promesse grandiose come piegare il tempo o regalare il cielo intero, il pezzo mette a nudo quel bisogno fisico e continuo di un altro bacio.