Волен significa 'libero' o 'essere libero'. Non è una parola comune come 'свободный' (svobodnyy), che significa anche 'libero', ma ha una connotazione più profonda di libertà interiore e autonomia.
Nel contesto della canzone, JONY canta "То я буду волен, волен, волен быть самим собой" (Allora sarò libero, libero, libero di essere me stesso). Questa ripetizione enfatizza il desiderio di autenticità e la libertà di esprimere il proprio vero io, rendendola una parola potente e memorabile.
In “Волен (Volen)”, JONY gioca con due parole russe che suonano quasi opposte: «болен» significa “malato”, mentre «волен» significa “libero”. Il narratore dice di essere “malato” d’amore: «Болен я так тобой» [Sono così malato di te]. Eppure proprio questo amore gli permette di essere sé stesso: «Волен быть самим собой» [Sono libero di essere me stesso]. È un bel paradosso, quasi una piccola formula magica: più è preso da questa persona, più si sente libero. Dietro c’è anche una paura precisa, «Страх быть чужим и остаться пустым» [La paura di essere estraneo e rimanere vuoto], insieme alla gioia di potersi fidare di lei.
La persona amata è descritta come una presenza che riempie la sua vita: «Для меня ты дом и мой покой» [Per me sei casa e la mia pace]. Senza di lei, le notti diventano una prova e lui sente la mancanza della sua “aura” e della sua “magia”. Con lei, invece, può restare sé stesso, anche se a volte dice «В тебе растворяюсь порой» [A volte mi dissolvo in te]. Poi arriva una promessa tenera e molto romantica: il suo riso lo scalderà anche tra mille anni, mentre la sua luce è chiamata «мой алый рассвет» [la mia alba scarlatta]. Il cuore della canzone è tutto qui: amare qualcuno così intensamente da sentirsi vulnerabile, ma anche finalmente a casa.