Muttermal si traduce letteralmente con "neo" o "voglia" (come un segno sulla pelle).
Nel contesto di questa canzone oscura e metaforica dei Rammstein, la parola assume un significato molto più profondo e inquietante. Il testo "Auf meiner Stirn ein Muttermal / Entferne es mit Messers Kuss" (Sulla mia fronte un neo / Lo rimuovo con il bacio di un coltello) suggerisce un desiderio di cancellare un segno di origine o un difetto, collegandosi al tema della nascita non voluta e della sofferenza. È una parola che evoca immagini forti e un senso di auto-distruzione o purificazione dolorosa, rendendola particolarmente memorabile e rappresentativa del tono della canzone.
In “Mutter”, Rammstein costruisce una voce narrante che desidera una madre, ma sembra non essere mai nato in modo naturale. L’immagine è subito straniante: «Und wünsch mir dass ich eine Mutter hätte» [e vorrei avere una madre]. Il narratore dice di non avere sole, latte materno né ombelico, e di avere un tubo in gola: il corpo appare incompleto, quasi fabbricato. La frase «Gezeugt in Hast und ohne Samen» [concepito in fretta e senza seme] è volutamente assurda e gelida. Anche «Ich durfte keine Nippel lecken» [non mi è stato permesso succhiare i capezzoli] parla in modo infantile e diretto di un contatto materno mai ricevuto.
Poi il desiderio si trasforma in vendetta. Alla madre che non lo ha mai partorito, il narratore giura di regalare una malattia e di affondarla nel fiume. Le immagini diventano ancora più fisiche: un’anguilla nei suoi polmoni, una voglia sulla fronte da eliminare con «Messers Kuss» [il bacio di un coltello]. È un’espressione poetica per indicare una ferita provocata dalla lama, non un vero bacio. La ripetizione di «Mutter» [madre] e «Gib mir Kraft» [dammi forza] suona come una preghiera, anche se chi dovrebbe dare protezione è proprio la figura che il narratore accusa. Il risultato è una canzone cupa, assurda e molto teatrale, dove bisogno d’affetto e desiderio di distruzione restano incollati l’uno all’altro.