Квітка significa “fiore” ed è una parola ucraina dal suono delicato e facile da ricordare.
Nel brano diventa una metafora affettuosa: la persona amata è paragonata a un fiore, qualcosa di bello e prezioso che lascia un segno profondo nella vita del protagonista.
In “Квітка”, degli ucraini Okean Elzy, una relazione appare come qualcosa di intenso e difficile da afferrare. La persona amata è descritta con contrasti netti: «Холодна, голодна й невчасна» [fredda, affamata e fuori tempo], poi «То світла, то темна й неясна» [a volte luminosa, a volte oscura e incomprensibile]. Il narratore parla di desiderio e ostinazione con una serie molto diretta: «Я знаю, я буду, я хочу» [io so, io ci sarò, io voglio]. Non c’è molta calma in queste immagini: ci sono sangue, dolore e notte, come se l’incontro dovesse essere vissuto fino in fondo.
Il ritornello porta la storia nel presente quotidiano e quasi digitale: «Шукай в телефоні мій слід» [cerca nel telefono la mia traccia] e «Цілуй у вікно мої губи» [bacia le mie labbra sul vetro della finestra]. La “квітка”, cioè il fiore del titolo, diventa un segno personale: «Як знак на моєму плечі ти квітка» [come un segno sulla mia spalla, tu sei un fiore]. È un’immagine tenera, ma anche permanente, come un simbolo lasciato sul corpo. Poi tutto passa in fretta: i due si salutano in cerchio, volano in cerchio, e resta la frase «Так швидко, так сильно й так мало» [così velocemente, così intensamente e così poco]. Proprio quel “così poco” rende la canzone amara: qualcosa è stato enorme, ma è durato troppo poco.