Stoop significa 'abbassarsi' o 'piegarsi', spesso in un senso fisico. Tuttavia, in questa canzone, U2 lo usa in un contesto metaforico molto interessante.
La frase "How low you'd stoop to make that call" si riferisce a quanto in basso qualcuno sarebbe disposto a scendere, o a quanto si umilierebbe, per raggiungere un obiettivo o fare qualcosa di disperato. È una parola che evoca un senso di degradazione o compromesso morale, rendendola molto potente nel contesto dei temi di redenzione e caduta della canzone.
In "Please", gli U2 ci portano in un viaggio un po' provocatorio, parlando di qualcuno che sembra trovare significato solo negli estremi. La canzone suggerisce che questa persona non ha mai conosciuto l'amore "Until you crossed the line of grace" [finché non hai oltrepassato la linea della grazia] o non si è sentita voluta "Until you'd someone slap your face" [finché qualcuno non ti ha schiaffeggiato]. È un'idea forte, quasi che il dolore o la difficoltà siano necessari per sentire qualcosa di vero.
Mi piace come la canzone metta in discussione l'ipocrisia, specialmente con riferimenti religiosi come "Your catholic blues, Your convent shoes, Your stick on tattoos, Now they're makin' the news" [Le tue malinconie cattoliche, le tue scarpe da convento, i tuoi tatuaggi finti, ora fanno notizia]. Sembra un commento su come le apparenze possano ingannare. Il ritornello "Please, Please, Please, Get up off your knees, now" [Per favore, per favore, per favore, alzati in piedi, ora] è un invito a smettere di implorare o di fingere, a essere autentici. E poi arriva quella frase che ti fa riflettere: "love is not what you're thinking of" [l'amore non è quello che pensi], suggerendo che l'amore è qualcosa di più grande e complesso di come lo percepiamo spesso. È una canzone che ti fa pensare, e non è sempre comoda, ma è proprio questo che la rende così interessante.