Obol si traduce in italiano come 'obolo'. È una parola antica e piuttosto rara, che si riferisce a una piccola moneta.
Nel contesto della mitologia greca, l'obolo di Caronte era la moneta posta sotto la lingua del defunto per pagare il traghettatore Caronte, affinché portasse l'anima attraverso il fiume Stige nell'aldilà. Il titolo della canzone, "Charon's Obol", e il verso "Be the token coin in its mouth" (Sii la moneta simbolica nella sua bocca) alludono direttamente a questa tradizione, suggerendo un tema di transizione, morte e un nuovo inizio, rendendola una parola molto evocativa e interessante.
Questa canzone di Mitski è un vero gioiello, un po' misteriosa e piena di immagini che ti restano impresse! Immagina una casa, a mezzanotte, circondata da cani. Non sono cani qualsiasi: sono i cani delle ragazze che sono morte in quella casa, e si radunano ogni notte, vegliando sul luogo dove le loro padrone sono sparite. La protagonista, il cui cuore è come un cassetto che si apre solo per dare da mangiare a questi cani, li nutre e lascia che i suoi ricordi si bagnino al chiaro di luna.
La storia si fa ancora più interessante quando scopriamo che la protagonista è quasi diventata una di quelle ragazze morte. Ha scelto di vivere in quella casa stigmatizzata per iniziare una nuova vita, quasi come una moneta sacra nella bocca della casa, un obolo per Caronte. Spera che, prendendosi cura di quel luogo, possa guarire il cuore della casa stessa, nutrendo tutti i cani che la circondano. È una canzone che parla di accettazione, di guarigione e del peso del passato, il tutto avvolto in un'atmosfera quasi fiabesca ma con un tocco di malinconia.