Preacher significa 'predicatore' o 'ministro di culto'. Non è una parola che si sente spesso nelle canzoni pop, il che la rende interessante e memorabile.
Nel contesto di "Don't Be Cruel", Elvis la usa per esprimere il desiderio di un impegno serio e duraturo. Cantando "Let's walk up to the preacher and let us say I do", il protagonista invita la persona amata a sposarsi, sottolineando la profondità del suo amore e la sua intenzione di costruire un futuro insieme. È un modo diretto e tradizionale per parlare di matrimonio, che aggiunge un tocco di sincerità alla canzone.
Preparati a un classico di Elvis Presley! In "Don't Be Cruel", il Re del Rock 'n' Roll ci mostra il suo lato più vulnerabile e innamorato. Immagina la scena: lui è seduto a casa da solo, sperando che la persona amata torni o almeno chiami. "If you can't come around, at least please telephone" [Se non puoi venire, almeno per favore telefona] è un appello così diretto e dolce, non trovi?
La canzone è un vero e proprio grido del cuore. Elvis supplica la sua amata di non essere crudele con un cuore che le è fedele: "Don't be cruel to a heart that's true" [Non essere crudele con un cuore che è sincero]. Ammette di averla forse fatta arrabbiare ("Baby, if I made you mad for something I might have said" [Tesoro, se ti ho fatta arrabbiare per qualcosa che potrei aver detto]), ma vuole solo dimenticare il passato e guardare avanti. E non c'è dubbio su chi sia la persona che vuole: "I don't want no other love, baby it's just you I'm thinking of" [Non voglio nessun altro amore, tesoro, sei solo tu a cui penso]. Alla fine, arriva anche a proporre di sposarsi, dicendo: "Let's walk up to the preacher and let us say I do" [Andiamo dal predicatore e diciamo 'lo voglio']. È una canzone che ti fa sentire tutta la passione e la sincerità di un amore giovanile!