Ae è una parola gergale e informale che non ha una traduzione letterale diretta in italiano, ma nel contesto della canzone significa qualcosa di "perfetto", "ideale" o "come dovrebbe essere".
Carla's Dreams la usa per esprimere un desiderio profondo che le cose tornino a uno stato di armonia e felicità, come se tutto fosse di nuovo "a posto" o "perfetto". È una parola intrigante perché è colloquiale e dà un tocco autentico e moderno al testo.
Preparati a immergerti in un brano che parla di un amore così forte da superare ogni ostacolo, anche la vergogna! In "Ae", Carla's Dreams ci porta in un viaggio emozionante dove il desiderio di stare insieme è palpabile. Il testo si apre con una confessione diretta: "N-am să mă mai mint / Și-o să-ți spun ce simt / Cât de dor îmi e de tine / Dă-o naibii de rușine" [Non mi mentirò più / E ti dirò cosa sento / Quanto mi manchi / Al diavolo la vergogna]. Non è adorabile come la vergogna venga messa da parte per l'amore?
Il cuore del brano batte al ritmo di questo desiderio reciproco, con il cantante che spera che "din nou totul va fi ae" [di nuovo tutto sarà ae], un'espressione che evoca un senso di completezza e armonia. E non è solo lui a sentirlo! Il testo si ribalta, mostrando che anche l'altra persona prova lo stesso: "Tu nu vrei să minți / Și o să-mi spui ce simți / Cât de dor îți e de mine / Dă-o naibii de rușine" [Tu non vuoi mentire / E mi dirai cosa senti / Quanto ti manco / Al diavolo la vergogna]. Le notti sembrano interrogare i protagonisti, chiedendo dove sia l'altro, ma i loro pensieri sono "naive" [ingenui], ancora pieni di speranza. La canzone è un invito a lasciarsi andare, a prendere "tot amarul și dulcele / Șoaptele, nopțile, visele" [tutto l'amaro e il dolce / I sussurri, le notti, i sogni] e ad aspettarsi a vicenda. È una celebrazione dell'amore che profuma di primavera, come quel "miros de mai" [profumo di maggio] sulle labbra che rende "ogni sera è fine primavera".