Secuestrarme significa letteralmente “rapirmi” o “sequestrarmi”, un verbo intenso e memorabile. Nel contesto della canzone è usato in senso figurato: il protagonista accusa un altro uomo di voler “sequestrare” le carezze della sua amata, cioè di portargli via il suo affetto.
Hai mai guidato di notte senza meta dopo una rottura, sperando per magia di incrociare chi ami? In "La Carretera", Prince Royce trasforma questo classico momento di disperazione in una bachata trascinante. Il cantante statunitense di origini dominicane si mette al volante da solo: la radio passa la loro vecchia canzone, piove a dirotto sul finestrino e i fari delle altre auto sembrano stelle in un «cielo del dolor» (cielo del dolore). Invece di fermarsi a riflettere, schiaccia il piede sull'acceleratore («El camino va pasando y yo voy acelerando» / La strada scorre e io accelero) e finisce per chiamare la segreteria telefonica dell'ex, lasciando un messaggio drammatico e fin troppo sincero.
Nel suo messaggio in segreteria c'è di tutto: ammette che sta bevendo troppo («Que me ahogo en el alcohol» / Che annego nell'alcol) e non vuole rassegnarsi all'idea che ci sia un altro uomo pronto a «secuestrarme tus caricias» (sequestrarmi le tue carezze), giurando che quel rivale non sarà mai all'altezza. Il ritornello batte sempre sullo stesso punto fisso: «¿Dónde estarás? ¿Todavía piensas en mí?» (Dove sarai? Pensi ancora a me?). La strada sembra non finire mai («La carretera se hace larga») e Royce canta quella sensazione folle e pericolosa in cui il vuoto dell'assenza diventa quasi insopportabile mentre spunta l'alba.