Captivity significa 'cattività' o 'prigionia'. È una parola forte che evoca l'immagine di essere trattenuti o limitati contro la propria volontà.
Nel contesto della canzone, Gwen Stefani usa "captivity" per esprimere la sensazione di essere intrappolata dalle aspettative e dai ruoli di genere imposti dalla società. Canta "I'm just a girl, living in captivity", sottolineando come si senta limitata e non libera di essere se stessa a causa di questi condizionamenti.
Questa canzone è come uno sfogo urlato con ironia: la voce della protagonista è stufa di essere trattata come “solo una ragazza”. Già dall’inizio con «Take this pink ribbon off my eyes» [togli questo fiocco rosa dai miei occhi] lei rifiuta il ruolo carino, innocuo, “rosa” che le hanno appiccicato addosso. Sa benissimo «exactly where I stand» [esattamente qual è la mia posizione], ma sente che «this world is forcing me to hold your hand» [questo mondo mi costringe a tenerti la mano], cioè la vuole sempre dipendente, protetta, controllata.
Il ritornello è sarcasmo puro: «'Cause I'm just a girl, all pretty and petite / So don't let me have any rights» [Perché sono solo una ragazza, tutta carina e minuta / quindi non lasciatemi avere nessun diritto]. Lei ripete “I’m just a girl” per prendere in giro chi usa proprio questa scusa per limitarla. Racconta le piccole regole quotidiane che la soffocano, come quando dice che non può guidare tardi la notte, che quando esce tutti la fissano, che vive «in captivity» [in cattività]. Tutto questo la porta a dire «I've had it up to here!» [Ne ho davvero fin sopra i capelli!], più volte, come se stesse arrivando al punto di esplodere. È una canzone che trasforma la frustrazione di sentirsi chiusa in un ruolo in qualcosa di rumoroso, sarcastico e molto chiaro: «Am I making myself clear?» [Mi sto spiegando bene?].