Laberinto significa "labirinto". È una parola evocativa che non si trova spesso nelle canzoni pop, rendendola memorabile e interessante.
Nel contesto di "Despacito", Luis Fonsi canta "Firmar las paredes de tu laberinto", usando il labirinto come metafora del corpo e della mente della persona amata. Suggerisce il desiderio di esplorare ogni parte di lei, lasciando un segno indelebile, come se volesse perdersi e ritrovarsi in ogni suo angolo più intimo.
“Despacito” significa “lentamente”, e il titolo dà subito il ritmo del desiderio raccontato nella canzone. Luis Fonsi, artista portoricano, e Daddy Yankee descrivono un incontro pieno di attrazione: lui nota lo sguardo dell’altra persona, vuole ballare con lei e si avvicina con calma, senza fretta. “Tú eres el imán y yo soy el metal” [Tu sei la calamita e io sono il metallo] è un’immagine semplice e divertente: tra i due c’è una forza che li fa avvicinare quasi automaticamente. Il ritornello insiste su “Pasito a pasito, suave suavecito” [Passo dopo passo, piano pianino], trasformando la seduzione in una danza lenta e sensuale.
Le immagini diventano poi molto più audaci: sussurri all’orecchio, baci sul collo, corpi descritti come un “laberinto” [labirinto] e come un “manuscrito” [manoscritto]. La canzone parla di esplorare l’intimità con curiosità, lasciando che il ritmo aumenti poco alla volta, fino a passare da “lento” a “salvaje” [selvaggio]. Il riferimento finale a una spiaggia di Puerto Rico aggiunge un luogo concreto e personale alla fantasia. È una canzone civettuola, diretta e volutamente esagerata: il suo gioco consiste nel ripetere che tutto deve accadere despacito, un po’ alla volta.