Bråddjup significa 'abisso' o 'profondità insondabile'. È una parola evocativa che non si incontra spesso nel linguaggio quotidiano, rendendola particolarmente interessante.
Nel contesto della canzone, "Där slutar vår värld i ett bråddjup" (Lì il nostro mondo finisce in un abisso) crea un'immagine potente di un punto di non ritorno o di una fine drammatica. Suggerisce una caduta o una perdita profonda, aggiungendo un tocco di malinconia e mistero al testo.
“Allt Har Sin Tid” significa “Tutto ha il suo tempo”. La canzone segue una scena notturna e molto concreta a Stoccolma: il cielo passa dall’argento annerito all’oro rosso, piove a fine estate sopra Karlberg e la città sembra finire in un precipizio. Il narratore attraversa il ponte verso Fridhemsplan, mentre tutto appare “slitet, trångt och ängsligt” [consumato, stretto e ansioso]. Poi arrivano le sue ultime parole: “Förlåt för allt jag aldrig sa” [Perdonami per tutto quello che non ho mai detto]. Stockholm è chiamata “vår slutstation, vårt mål” [la nostra stazione finale, la nostra meta], un luogo di arrivo che ha anche qualcosa di definitivo.
Il cuore del testo è una specie di calendario della vita: “En tid att bygga upp, en tid att riva ner” [Un tempo per costruire, un tempo per demolire], poi piangere e sorridere, tacere e parlare, amare e odiare, avere e perdere. Non è una lezione tranquilla: tra due persone ci sono colpi precisi al cuore, sorrisi pericolosi e la frase “Ingen tar oss levande” [Nessuno ci prenderà vivi], quasi una promessa da film d’azione. Eppure loro hanno ancora “vår tid” [il nostro tempo]. Una limousine aspetta con il motore acceso, mentre il “dolce vivere” non aspetta nessuno; le stelle morte brillano come diamanti. Alla fine, il narratore dice all’amica o alla persona amata “Du är min bästa vän” [Sei la mia migliore amica / il mio migliore amico], ma confessa di essere “lost in space” [perso nello spazio]: vicino a qualcuno, e nello stesso momento sperduto davanti a un universo enorme.