Madrugada si riferisce alle prime ore del mattino, prima dell'alba. È un termine poetico e specifico che evoca un senso di solitudine e riflessione.
Nella canzone, Enrique Iglesias canta di "Huyendo del pasado en cada madrugada" (Fuggendo dal passato ogni alba). Questo uso della parola sottolinea il suo tormento e la sua incapacità di sfuggire ai ricordi, specialmente in quelle ore silenziose e malinconiche del giorno.
Hai presente quando una storia finisce male e l'unico rimedio sembra alzare il volume al massimo per non pensare? Enrique Iglesias fa esattamente questo in "SUBEME LA RADIO", insieme a Descemer Bueno e al duo Zion & Lennox. Il cantante spagnolo chiede subito: «Súbeme la radio que esta es mi canción» (Alzami il volume della radio che questa è la mia canzone) e aggiunge senza troppi giri di parole: «Tráeme el alcohol que quita el dolor» (Portami l'alcol che toglie il dolore). È un contrasto totale: il ritmo pop ti fa muovere, ma le parole raccontano di uno rimasto al buio, perso e disperato a contare i minuti.
Tra una strofa e l'altra il testo rivela un'attesa quasi ossessiva. Dice chiaramente: «Si llega la noche y tú no contestas, te juro me quedo esperando a tu puerta» (Se arriva la notte e non rispondi, ti giuro che resto ad aspettare alla tua porta). C'è una bella espressione spagnola da notare qui: «pasar las noches en vela» (passare le notti in bianco), che descrive il non riuscire a chiudere occhio mentre aspetta una chiamata che non arriva. Invece di deprimersi in silenzio, però, il piano è fare festa fino all'alba per «juntar la luna y el sol» (unire la luna e il sole), cercando di cancellare i ricordi a suon di bassi che salgono.