Escapar significa “scappare” o “fuggire”, cioè cercare di allontanarsi da qualcuno o da una situazione. Nel ritornello, però, assume un significato emotivo: anche se la persona corre o si nasconde, non può sfuggire ai sentimenti e ai ricordi della relazione.
In “Escapar”, Enrique Iglesias, artista spagnolo, racconta una relazione piena di avvicinamenti e separazioni: “Sube y baja pero un día al fin” [sale e scende, ma un giorno finalmente]. I due sembrano stare bene quasi senza volerlo, eppure ogni volta che uno dice “se acabó” [è finita], una voce interiore risponde di no. Il rapporto è instabile, ma non finto: “Como sea pero es tan real” [in qualunque modo, però è così reale].
La parte più divertente e sfacciata arriva nel ritornello: “Aunque corras, te escondas, no puedes escapar” [anche se corri, ti nascondi, non puoi scappare]. Qui escapar significa fuggire, ma la frase suggerisce che non si può davvero sfuggire a ciò che si prova o a ciò che questa relazione lascia dentro. L’altra persona può andarsene, e il cantante dice persino: “No te voy a suplicar” [non ti supplicherò]. Però aggiunge “Allá tú si más tarde” [peggio per te, se più tardi...]: è una risposta orgogliosa, quasi una sfida. Secondo lui, dimenticare non sarà affatto facile, perché il rapporto “sabe bien, sabe mal” [sa di buono, sa di cattivo], ma resta troppo reale per essere ignorato.