Tragao' è una forma colloquiale e abbreviata di "tragado", che significa letteralmente "inghiottito".
Nel contesto della canzone, "estar tragao'" è un'espressione gergale che significa essere completamente infatuati o presi da qualcuno, come se si fosse stati "inghiottiti" dall'amore o dall'attrazione. È un modo molto vivido e giovanile per descrivere un'intensa cotta o un innamoramento profondo, rendendola una parola interessante e memorabile.
Hai presente quando cerchi di dimenticare qualcuno ma ogni singolo dettaglio ti rema contro? In BbY WOW, la superstar colombiana KAROL G unisce le forze con Judeline e Rusowsky per raccontare proprio questo limbo. Il pezzo parte subito senza filtri: ¿Terapia pa' qué? ¿Pa' qué sacarte del pecho? («Terapia per cosa? Per cosa dovrei toglierti dal petto?»). Non c'è seduta dallo psicologo che tenga se basta sentire la loro canzone in giro per fissare lo schermo sperando in uno squillo che non arriva mai. I protagonisti girano a vuoto in auto per la città solo nella speranza di un incrocio casuale, ammettendo che la discoteca piena sembra un deserto se manca la persona giusta: La disco está llena, se siente vacía / Porque no está el que yo quería («La discoteca è piena, ma si sente vuota / Perché non c'è chi volevo io»).
Oltre al ritmo reggaeton morbidissimo, il brano è una miniera d'oro di espressioni colloquiali utilissime. Vale la pena notare lo slang colombiano estábamos tragao' («eravamo innamorati persi»), un'immagine fortissima che letteralmente significa «essere inghiottiti» dall'amore. KAROL G non si fa problemi nemmeno a usare il colorito la pasamos hijuepu' («ce la siamo spassata da matti», troncamento tipico per hijueputa usato in senso festoso). Alla fine resta un messaggio chiarissimo, sintetizzato dal tormentone del ritornello: Baby, wow / Me gustas demasiado («Baby, wow / Mi piaci troppo»). La chimica è ancora un incendio, ammettere che fa male è inutile, e l'unica cosa che si vorrebbe davvero è un altro tentativo: Vamos a darnos otro chance, puede que haya suerte («Diamoci un'altra possibilità, magari siamo fortunati»).