Vingança significa 'vendetta' o 'vendetta'. È una parola forte e drammatica che non si trova spesso nelle canzoni pop.
In questo contesto, il cantante la usa per descrivere le sue azioni, ma poi ammette che la vera ragione era il suo desiderio e la sua curiosità. Questo contrasto tra la giustificazione iniziale e la verità rende la parola particolarmente interessante e rivelatrice del conflitto interiore del protagonista.
In “Eu Posso Ser Como Você” [“Posso essere come te”], Jão mette in scena una confessione diretta e scomoda. La voce narrante ha smesso di cercare scuse per ciò che ha fatto: prima ha parlato di vendetta, rabbia o di uno scambio di torti, poi ammette senza giri di parole: “Eu fiz porque eu quis” [L’ho fatto perché l’ho voluto]. C’è anche un desiderio molto concreto dietro quella scelta: “Porque ele me queria / E eu queria saber” [Perché lui mi desiderava / E io volevo sapere]. Quel “ele” è un altro uomo, e il testo lascia che il gesto resti lì, senza trasformarlo in una giustificazione completa.
Il ritornello, “Eu posso ser como você” [Posso essere come te], suona come una sfida rivolta a qualcuno che ha tradito per primo o che ha imposto una certa idea di lealtà. La frase “Eu não preciso te dizer” [Non devo dirtelo] rende la confessione ancora più tagliente: l’altra persona capirà, oppure conosce già quel tipo di comportamento. A luglio, secondo l’accusa ricevuta, il narratore è diventato un altro; guardandosi indietro, dice perfino “Eu deveria ter feito mais” [Avrei dovuto fare di più]. E quando canta “Eu só quis ser feliz” [Volevo solo essere felice], non cancella il tradimento, ma mostra il bisogno che lo ha spinto: vivere almeno per un momento secondo il proprio desiderio, anche a costo di assomigliare a chi lo ha ferito.