Aurora significa 'aurora' o 'alba'. È una parola poetica che evoca l'immagine del sorgere del sole e l'inizio di un nuovo giorno.
Nel contesto della canzone, Jão la usa per simboleggiare speranza e rinascita. Canta "Na noite é que você consegue ver a aurora" (È di notte che riesci a vedere l'aurora), suggerendo che anche nei momenti più bui c'è la possibilità di un nuovo inizio e di trovare la felicità.
In “Aurora”, Jão costruisce un’immagine intensa e un po’ surreale: qualcuno chiede all’altra persona di entrare nel suo corpo e di diventare “acqua” o “fuoco”, mentre lui desidera soltanto “ser feliz de novo” [essere felice di nuovo]. C’è una lotta interna nei versi “sou a presa, sou o lobo” [sono la preda, sono il lupo]: la stessa persona è vulnerabile e pericolosa, inseguita e inseguitrice. Anche il sorriso diventa qualcosa da non punire, come se tornare a stare bene fosse già una piccola ribellione.
Il brano guarda alla fuga e al cambiamento attraverso immagini impossibili: “quando o sol sair à noite” [quando il sole sorgerà di notte], lui sarà già lontano. Poi arrivano la strada, i piedi bagnati e il temporale che lo riporta a casa. La frase “o tempo não erra” [il tempo non sbaglia] accetta ciò che è successo, mentre “tudo que eu perdi é o que eu mais sou agora” [tutto ciò che ho perso è ciò che sono di più adesso] trasforma le perdite in parte della sua identità. Il cuore della canzone è nell’ultima immagine: “na noite é que você consegue ver a aurora” [è nella notte che riesci a vedere l’aurora]. La luce non appare quando tutto è già chiaro, ma proprio dentro il buio. “Aurora” è anche il nome portoghese dell’aurora, il fenomeno che annuncia il giorno, e qui diventa una promessa fragile di felicità ritrovata.