Kirosana significa 'parolaccia' o 'imprecazione'. È una parola interessante perché non è comune trovarla nel titolo di una canzone, specialmente con un messaggio così positivo.
Nel contesto della canzone, il titolo "Kiitos Ei Ole Kirosana" si traduce in "Grazie Non È Una Parolaccia". Questo rovescia l'aspettativa e sottolinea l'importanza della gratitudine e della positività, rendendo la parola ancora più memorabile e d'impatto.
“Kiitos ei ole kirosana” significa “grazie non è una parolaccia”: già il titolo suona come uno slogan semplice, ma anche come una piccola sfida a un mondo diventato sospettoso e aggressivo. Nei versi, un uomo prova ad aiutare un bambino che piange, ma la madre lo accusa subito di essere un predatore; una donna cade per strada e nessuno la soccorre perché pensano che sia ubriaca o fuori di sé, mentre in realtà ha avuto un infarto. La domanda “Miks on niin helvetin vaikeeta katsoo silmiin / Tai sanoa moi” [“Perché è così dannatamente difficile guardare negli occhi / o dire ciao?”] porta tutto a un gesto quotidiano: persino salutare e riconoscere gli altri sembra diventato complicato.
La canzone attacca anche la passività: “Et suuta auki saa / Jäät sivuun katsomaan” [“Non riesci ad aprire bocca / resti a guardare di lato”]. Però la risposta è energica: “Mut jos huudat lujempaa / Saat äänes kuulumaan” [“Ma se urli più forte / la tua voce si farà sentire”]. Dire “kiitos”, chiedere scusa e fidarsi degli altri diventano piccoli atti di resistenza. Il proverbio “Sitä saa mitä tilaa” [“si ottiene ciò che si ordina”] viene applicato alle scuse: se chiedi perdono, puoi riceverlo. E tra una battuta sul fatto che l’educazione non si trova su Google e una frase netta, “Yksinäisyys on vaarallisempaa kuin ylipaino” [“la solitudine è più pericolosa del sovrappeso”], Haloo Helsinki! invita a parlare, sorridere a qualcuno e rialzarsi: “Nouset ylös voittajana” [“ti rialzi da vincitore”].