Federkleid si traduce letteralmente con "abito di piume" o "piumaggio". È una parola evocativa e poetica che non si incontra spesso nel linguaggio quotidiano.
Nel contesto della canzone, "Federkleid" assume un significato quasi magico e trasformativo. Il testo dice: "Ich schließe die Augen und mir sprießt ein Federkleid" (Chiudo gli occhi e mi spunta un piumaggio), suggerendo una metamorfosi in un essere alato, libero di volare. Questa immagine onirica e la rarità della parola la rendono particolarmente interessante e memorabile.
In “Federkleid”, Faun porta l’ascoltatore su una brughiera all’alba, tra uccelli in volo, nebbia e canti antichissimi. La voce segue “Über die Heide, im ersten morgendlichen Schein” [sulla brughiera, nella prima luce del mattino] e si lascia guidare dal rumore delle ali verso una palude silenziosa. Il ritornello invita a partire: “Komm und fliege mit uns fort” [vieni e vola via con noi]. Qui il volo è anche un modo per allontanarsi da un luogo conosciuto e inseguire qualcosa che ancora non ha una meta precisa.
La trasformazione diventa molto concreta: “mir sprießt ein Federkleid” [mi spunta un piumaggio]. Federkleid significa proprio “abito di piume” o “piumaggio”, quindi la persona non si limita a sognare di volare: immagina di diventare un uccello, apre le ali e si lascia portare dal vento. Nel finale, i cieli non sono soltanto sopra di lei: “Die Himmel in dir” [i cieli dentro di te] suggerisce uno spazio interiore da scoprire, mentre i danzatori volano come stelle che seguono le proprie traiettorie. È una canzone sospesa tra brughiera e cielo, con un invito semplice e irresistibile: salire più in alto possibile e “die Himmel jagen” [inseguire i cieli], danzando.