Cilvesi deriva da "cilve", che significa "civetteria", "flirt" o "capriccio". In questo contesto, è usato nell'espressione "kaderin cilvesi", che si traduce come "il capriccio del destino" o "lo scherzo del destino".
È una parola interessante perché non è comune come altre e aggiunge un tocco poetico e drammatico alla canzone. Descrive come il destino possa giocare brutti scherzi, portando a situazioni inaspettate e spesso dolorose, come nel caso del protagonista che si sente sopraffatto dagli eventi.
In “Leyla Mecnun”, Burak Bulut, Mustafa Ceceli e Kurtuluş Kuş mettono in scena una notte di dolore e confusione. Il narratore prova a dimenticare le bugie dell’altra persona e guarda con paura ai giorni senza di lei: «Düşündüm sensiz yarınlarımı» [Ho pensato ai miei domani senza di te]. Poi arriva un’immagine molto intensa: «O bakışlar yaşam sebebim» [Quegli sguardi sono il motivo per cui vivo]. Quegli occhi sembrano tenerlo in vita, mentre la notte trascorsa a tavola diventa quasi la causa della sua rovina: «Bu masa, bu gece ölüm sebebim» [Questa tavola, questa notte, sono la causa della mia morte]. È una frase volutamente esagerata, da cantare con il cuore in mano.
Il titolo richiama Leyla e Mecnun, la celebre coppia della tradizione amorosa orientale: Mecnun è l’innamorato consumato dall’amore per Leyla. Per questo «Leyla Mecnun'u dize getirir» [Fa inginocchiare Leyla e Mecnun] paragona la sofferenza del narratore a quella di due amanti leggendari. «Kaderin cilvesi» significa più o meno “il capriccio del destino”, e qui il destino lo logora. Il ritornello mette anche a confronto gli amori di oggi, descritti mentre giocano a girare la bottiglia, e gli amici riuniti a tavola durante l’inverno: «Şimdiki aşklar şişe çevirirken» [Mentre gli amori di oggi giocano a girare la bottiglia]. Il risultato è una canzone da tavolata notturna, con amici intorno e una persona assente che occupa ogni pensiero.