Праздник Урожая Во Дворце Труда (Prazdnik Urozhaya Vo Dvortse Truda) Lyrics in Italian by Борис Гребенщиков (Boris Grebenshchikov)

Below, I translated the lyrics of the song Праздник Урожая Во Дворце Труда (Prazdnik Urozhaya Vo Dvortse Truda) by Борис Гребенщиков (Boris Grebenshchikov) from Russian to Italian.
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Skol’ko mi ni peli vse ravno, chto molchali
Per quanto cantassimo, era come tacere
Poetomu mertvoi stala nasha svyataya voda
Perciò la nostra acqua santa è diventata morta
Po nam proekhali kolesa pechali
Le ruote della tristezza ci sono passate sopra
I vot mi idem na Prazdnik urozhaya vo Dvortse truda
Ed eccoci andare alla Festa del raccolto nel Palazzo del lavoro
Vremya uklonyatsya, no kak uklonitsya?
È tempo di schivare, ma come schivare?
Uiti s etoi zoni, virvat’ iz sebya provoda
Lasciare questa zona, strapparsi via i fili
A Roza iz kolkhoza i Mariya Podvenechnaya ptitsa
E Rosa del kolchoz e Maria l'Uccello nuziale
Gotovi otdat’ vse, chto yest’
Sono pronte a dare tutto ciò che hanno
Za bilet na Prazdnik urozhaya vo Dvortse truda
Per un biglietto per la Festa del raccolto nel Palazzo del lavoro
Mi znaem, chto mashina vkonets ne ispravna
Sappiamo che la macchina è del tutto guasta
Mi znaem, chto dorogi net i ne bilo zdes’ nikogda
Sappiamo che la strada non c'è e non c'è mai stata qui
Zakroi glaza, chtob ne videt’ kradushchegosya po polyu favna
Chiudi gli occhi per non vedere il fauno che striscia per i campi
V dveri stuchit sorvavshayasya s neba zvezda
Alla porta bussa una stella caduta dal cielo
Prazdnik urozhaya vo Dvortse truda
Festa del raccolto nel Palazzo del lavoro
V krasnikh kotlakh chernaya sazha
Nelle caldaie rosse fuliggine nera
V antichnikh ruinakh razorvannie vkhlam poezda
Nelle rovine antiche treni fatti a pezzi
Pod nogami prokhozhikh kholsti Ermitazha
Sotto i piedi dei passanti le tele dell'Ermitage
Dirizher absolyutno glukhoi
Il direttore d'orchestra è completamente sordo
Prazdnik urozhaya vo Dvortse truda
Festa del raccolto nel Palazzo del lavoro
Skol’ko mi ne peli vse ravno, chto molchali
Per quanto cantassimo, era come tacere
Poetomu mertvoi stala nasha svyataya voda
Perciò la nostra acqua santa è diventata morta
Bezzvezdnoi noch’yu ya budu zhdat’ na prichale
In una notte senza stelle aspetterò sul molo
Mi v samom nachale. Prazdnik urozhaya vo Dvortse truda
Siamo all'inizio. Festa del raccolto nel Palazzo del lavoro
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Подвенечная — Nuziale

Подвенечная si traduce come 'nuziale' o 'da sposa'. È un aggettivo che si riferisce a qualcosa che è legato al matrimonio o alla cerimonia nuziale, in particolare all'abito da sposa.

Nel contesto della canzone, la frase "Мария Подвенечная птица" (Maria l'uccello nuziale) crea un'immagine suggestiva e quasi surreale. Suggerisce una figura di purezza e sacrificio, pronta a dare tutto per un'occasione speciale, anche se il contesto generale della canzone è di disillusione e critica sociale. Questa parola aggiunge un tocco di poesia e mistero, rendendola memorabile.

In questa canzone Boris Grebenshchikov porta l’ascoltatore a una festa davvero stranissima: il “Праздник урожая во Дворце труда” [la Festa del raccolto nel Palazzo del lavoro]. Il titolo unisce una celebrazione agricola, di solito legata all’abbondanza, a un luogo dal nome ufficiale e quasi burocratico. Ma qui l’acqua santa è diventata morta perché tutti hanno cantato quanto hanno taciuto, e il dolore è passato sopra le persone come ruote. Rosa del kolchoz, cioè della fattoria collettiva sovietica, e Maria “uccello nuziale” sono pronte a dare tutto per un biglietto. La festa sembra quindi una fuga, o almeno un appuntamento a cui aggrapparsi, anche se nessuno sa davvero dove porti.

Le immagini diventano sempre più assurde e divertenti nel loro eccesso: la macchina è irrimediabilmente guasta, la strada forse non è mai esistita, un fauno avanza nel campo e una stella caduta bussa alla porta. Nei “calderoni rossi” c’è fuliggine nera, i treni sono fatti a pezzi tra rovine antiche, e sotto i piedi dei passanti finiscono le tele dell’Ermitage, il famoso museo di San Pietroburgo. Perfino il direttore d’orchestra è completamente sordo. Eppure il finale dice: “Мы в самом начале” [Siamo proprio all’inizio]. Dopo il silenzio, la confusione e l’attesa su un molo in una notte senza stelle, la Festa del raccolto non è una conclusione ordinata: è l’ingresso in qualcosa di nuovo, con un biglietto in mano e nessuna mappa.

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