Hominidae si riferisce alla famiglia dei primati che include gli esseri umani e i loro antenati estinti. È un termine scientifico che non si trova spesso nei testi delle canzoni, rendendolo particolarmente interessante e unico.
Nel contesto della canzone, l'uso di "hominidae" accanto a "Jokers, jesters, Goddesses" suggerisce una riflessione sulla natura umana e sulla sua posizione nel vasto e misterioso mondo delle isole strane, aggiungendo un tocco di profondità filosofica.
Questa canzone dei Nightwish è un viaggio epico e malinconico, quasi come un'odissea moderna. Immagina un "mariner under a sky moonlit" [marinaio sotto un cielo illuminato dalla luna], un navigatore solitario che vaga per un "ocean of strange islands" [oceano di isole strane]. È un'esplorazione della vita, delle esperienze e dei ricordi che incontriamo lungo il cammino.
Il marinaio è immortale, con "a few decades of immortality ahead" [qualche decennio di immortalità davanti], e la sua nave è un "one-man crew for a one-way trip" [equipaggio di un solo uomo per un viaggio di sola andata]. Le isole che incontra sono piene di personaggi e situazioni diverse: "islanders, villagers, universal mariners" [isolani, abitanti dei villaggi, marinai universali], ma anche "shipwrecked lovers on a faraway cay" [amanti naufraghi su un isolotto lontano] e "friends, who were for a time, now grapes of sour wine" [amici che per un po' sono stati, ora uva di vino aspro]. È una riflessione sulla solitudine, sulla perdita e sulla ricerca di un significato, con il desiderio di "light a beacon so I can navigate" [accendere un faro per poter navigare] e "be a part of your story" [far parte della tua storia] su queste isole strane.