Ulotna significa 'fugace' o 'effimera'. È una parola che evoca un senso di transitorietà e leggerezza, qualcosa che è difficile da afferrare o che svanisce rapidamente.
Nel contesto della canzone, "Melodia Ulotna" si traduce in "Melodia Fugace". Questo aggettivo descrive perfettamente la natura eterea e quasi inafferrabile della melodia e, per estensione, dei pensieri e dei sentimenti che la cantante sta vivendo. È una parola poetica che cattura l'essenza della canzone.
In "Melodia Ulotna", Mela Koteluk ci porta in un venerdì sera, vicino al sabato, dove cerca di rimettersi in piedi. È come se una "grawitacja prywatna" [gravità privata] la tenesse legata, tirandola e allontanandola. Lei allunga le mani, desiderando di più, ma è sempre troppo lontana per afferrare ciò che vuole. C'è una persona, un "lui", che sa essere da qualche parte, che sta già seguendo le sue orme, e lei lo ama già, anche se è solo un pensiero che vola via, una melodia.
La canzone continua con l'immagine delle foglie che dormono a terra, e lei decide di salvare una di queste melodie, di portarla a dormire con sé. Si guarda allo specchio, si mette il miele sulle labbra, si raccoglie i capelli, ricordando come a casa dicevano che lei era come il vento che cambia il tempo. Ma oggi, la calma la raggiunge. La melodia che vola via è ciò che la salverà, un pensiero che, come le foglie, può essere raccolto e tenuto vicino.