Hortelã significa 'menta' in italiano. È una parola interessante perché non è così comune nelle canzoni pop e aggiunge un tocco sensoriale unico al testo.
Nel contesto della canzone, Luísa Sonza canta "E me beija com a boca de hortelã" (E baciami con la bocca alla menta). Questa frase evoca un'immagine fresca e piacevole, suggerendo un bacio rinfrescante e forse inaspettato, che rende il momento più vivido e memorabile.
In “Melhor Sozinha :-)-:”, Luísa Sonza e Marília Mendonça danno voce a una persona indipendente, attratta da qualcuno ma ancora prudente. Lontano da casa e dai suoi affetti, questa persona trova nell’altro un po’ di pace, però ammette: “Mas eu não sei confiar” [Ma non so fidarmi]. Il rapporto procede tra desiderio e cautela: lui sa come conquistarla con lo sguardo, con il modo di amare e perfino con il suo talento nel cantare. L’espressione brasiliana “cê” è la forma colloquiale di você, cioè “tu”; rende il testo ancora più diretto e quotidiano.
Il ritornello è sincero e anche un po’ divertente nella sua fermezza: “Eu sou bem melhor sozinha, sabe” [Sto molto meglio da sola, sai]. Eppure lascia uno spiraglio: “Mas talvez tem um cantinho e cabe / Um pouco quase nada” [Ma forse c’è un posticino, e ci sta / un pochino, quasi niente]. Non promette una relazione totale: chiede all’altro di pensarci e di provarci, senza fare troppe cerimonie, perché “Eu não sou de fazer sala” [Non sono una che si mette a fare convenevoli]. Tra baci dal “sapore di menta”, messaggi d’amore al mattino e una richiesta tenera come “Baby me guarda que eu volto amanhã” [Tesoro, custodiscimi, torno domani], la canzone trasforma l’indipendenza in una condizione precisa: stare bene da sola, ma tenere un piccolo spazio per qualcuno che sappia davvero entrarci.