Royals significa "reali", ovvero i membri di una famiglia reale, persone che vivono nel lusso e nel privilegio fin dalla nascita.
Nel contesto della canzone, Lorde usa questa parola per contrastare lo stile di vita sfarzoso spesso glorificato nella musica pop con la realtà più semplice della sua vita quotidiana, come dice la frase "And we'll never be royals" (E non saremo mai reali). È una parola che diventa il simbolo di un intero messaggio contro il materialismo.
Ti sei mai chiesto perché tante canzoni pop parlino solo di lusso, soldi e feste esagerate? La cantautrice neozelandese Lorde se lo è chiesto e ha risposto con "Royals", un brano che critica in modo intelligente e ironico l'ossessione per la ricchezza. Con la sua voce unica, ci racconta di una vita normale, lontana dai diamanti, dalle auto di lusso come Cadillac e Maybach, e dallo sfarzo che si vede nei video musicali. È il punto di vista di un'adolescente che osserva un mondo che non le appartiene e dice: “We don't care” (Non ci interessa).
Ma attenzione, non è una canzone triste o di invidia. Al contrario, è un inno all'orgoglio delle proprie origini e alla ricerca di un divertimento più autentico. Lorde e i suoi amici non hanno bisogno di soldi per sentirsi dei re e delle regine; creano la loro nobiltà, il loro regno, basato su esperienze reali e sull'amicizia. Quando canta “You can call me Queen B” (Puoi chiamarmi Ape Regina), ci sta dicendo che il vero potere non sta negli oggetti costosi, ma nel creare la propria felicità e nel governare il proprio piccolo, fantastico mondo.