Людино-черепаха [liudyno-cherepakha] significa letteralmente “uomo-tartaruga”: è una combinazione insolita e molto memorabile delle parole “persona” e “tartaruga”.
Nel brano, l’artista si definisce in modo ironico una “persona-tartaruga”, creando un’immagine assurda e originale che cattura subito l’attenzione.
In “Джин (Dzhyn)”, Lesfleures si presenta come qualcuno che si è costruito da solo: «Заробив сам все що я маю» [Ho guadagnato da solo tutto quello che ho]. Al centro c’è una ragazza chiamata “Джин”, cioè un djinn, uno spirito delle fiabe capace di esaudire i desideri: «Ця дівчина Джин зробить що забажаю» [Questa ragazza, Jin, farà ciò che desidero]. Tra fumo, soldi e sicurezza esagerata, il narratore si lascia attirare da una ragazza che sembra uscita dai suoi sogni. Lei trattiene il respiro e desidera che lui resti sempre accanto a lei, ma lui risponde che domani parte in treno: per questo insiste sul fatto di non rimandare il desiderio a un altro giorno.
Il tono è sfacciato e pieno di battute. Il narratore conta le ragazze “per giorni” e i dollari “a centinaia”, dice che tutti aspettano il suo arrivo e paragona il proprio fascino alla polvere, perché verso di lui c’è attrazione. «Те що для мене мало для тебе буде багато» [Ciò che per me è poco, per te sarà molto] riassume bene la sua sicurezza quasi arrogante. Ci sono anche immagini assurde e divertenti, come «Цікавий факт Лефльор людино-черепаха» [Curiosità: Lesfleures è un uomo-tartaruga] e «В кишені лампа» [Ho una lampada in tasca]. Il ritornello torna a un’idea semplice: lavora molto, ha ottenuto ciò che possiede e, con questa ragazza-djinn al suo fianco, «проблем немає» [non ci sono problemi].