Trzaskasz significa “sbatti” o “chiudi con un forte rumore”: è un verbo espressivo, legato al suono secco di qualcosa che si chiude violentemente.
Nel verso „nie trzaskasz drzwiami” significa “non sbatti le porte”. È una parola vivace e memorabile, perché richiama immediatamente il gesto e il rumore di una porta sbattuta durante una lite.
In “30 Raz”, il cantante racconta una separazione diventata quasi una routine domestica: lei se ne va per la trentesima volta e porta con sé il cane, mentre lui resta solo. In casa rimangono dettagli molto concreti e un po’ malinconici: «W kuchni nie pachnie już smażonym jajkiem» [in cucina non si sente più il profumo delle uova fritte], un pacchetto di sigarette lasciato a metà e la radio che continua a suonare. La frase «Chyba naprawdę mało cię znam» [forse davvero ti conosco poco] dice tutto con una semplicità disarmante: dopo tanti ritorni e tante partenze, questa persona resta ancora difficile da capire.
La cosa curiosa è che nessuno fa una scenata. Lei non urla, non piange e non sbatte la porta; lui ripete che «nie jest źle» [non va poi così male], perché è convinto che si amino ancora. Poi arrivano le bollette non pagate, il miele finito e una domanda ironica: chi è responsabile di tutto questo, se non loro? Il ritornello finale, «Ale proszę cię wróć do mnie trzydziesty raz» [ma ti prego, torna da me per la trentesima volta], trasforma una crisi di coppia in una richiesta ostinata e quasi assurda: anche dopo trenta addii, lui vuole ancora che lei torni.