Ornaat si traduce letteralmente come "abbigliamento cerimoniale" o "paramenti". È una parola piuttosto formale e non comune nel linguaggio quotidiano, il che la rende interessante e memorabile.
Nel contesto della canzone, la frase "in vol ornaat" (in pieno abbigliamento cerimoniale) viene usata metaforicamente per esprimere un senso di completezza, grandezza e celebrazione. Suggerisce che i protagonisti della canzone stanno vivendo la notte al massimo, con tutta la loro passione e gioia, come se fosse un evento solenne e magnifico.
“De Langste Nacht” significa “La notte più lunga”, e il testo racconta una serata di libertà sfrenata, condivisa con altre persone. Ci sono “Lege bekers in het gras” [bicchieri vuoti nell’erba] e “Modder op mijn schoenen” [fango sulle mie scarpe]: la festa è già passata attraverso prati, pioggia e movimento. Il narratore desidera un momento in cui “we even niks meer moeten” [per un po’ non dobbiamo fare niente], poi arrivano “Tranen van geluk” [lacrime di felicità]. La frase “Wij hebben dit verdiend” [ce lo siamo meritati] dà alla notte il tono di una ricompensa, mentre ballare sotto la pioggia fino a quando sorge il sole la rende ancora più esagerata e memorabile.
Il ritornello ha anche un piccolo gesto di ribellione: “Ik hou me aan de regels, maar vanavond even niet” [rispetto le regole, ma stasera per un po’ no]. Dopo un periodo in cui “niks meer kan” [non può più succedere niente], un tocco improvviso fa quasi paura, perché il narratore non è abituato alla vicinanza. Ora, però, “We mogen weer, een nieuwe start” [possiamo farlo di nuovo, un nuovo inizio]: ci sono contatto, desiderio e una serata insieme. “Huid op huid” [pelle contro pelle] è un’espressione molto diretta per indicare la vicinanza fisica. La conclusione è orgogliosa e divertente: “Wij zijn de makers van de nacht” [siamo noi a creare la notte]. Non sono spettatori della festa: la notte appartiene a loro.