Baladin significa 'girovago' o 'menestrello'. È una parola affascinante e un po' antiquata che evoca l'immagine di un artista itinerante, un cantastorie o un giullare.
Nel contesto della canzone, Garou canta "À mes idées de baladin" (Alle mie idee da girovago). Questo suggerisce un lato sognatore, forse un po' ribelle o non convenzionale, del narratore, che si riflette nelle sue idee e nel suo modo di vivere l'amore. È una parola che aggiunge un tocco di poesia e originalità al testo.
In «À Toi», Garou canta un amore visto da vicino, con tenerezza e qualche difetto ben visibile. Si rivolge alla persona amata ricordando «À la façon que tu as d'être belle» [al modo in cui sei bella], ma anche i suoi «mots tendres un peu artificiels» [parole tenere, a volte un po’ artificiali]. Lei è insieme la bambina che era e la donna di oggi, con un passato, dei rimpianti e perfino gli «anciens princes charmants» [vecchi principi azzurri]. Lui, dal canto suo, ammette la «folie dont tu es la raison» [la follia di cui tu sei la ragione], le arrabbiature senza motivo, i silenzi e qualche tradimento. È una dichiarazione d’amore affettuosa, ma non finge che una coppia sia perfetta.
Il ritornello allarga lo sguardo: «À la vie, à l'amour» [alla vita, all’amore], alle notti, ai giorni e alla fortuna che può tornare. La coppia immagina «l'enfant qui viendra» [il bambino che verrà], simile a entrambi, e poi brinda ai ricordi ancora da creare, al presente e al futuro. La frase «à la santé de cette vieille terre qui s'en fout» [alla salute di questa vecchia Terra che se ne infischia] è quasi ironica: mentre il mondo continua per conto suo, loro celebrano il proprio piccolo universo. Anche «baladin» indica un cantastorie, un artista girovago: quando lui parla delle sue «idées de baladin» [idee da cantastorie], si descrive con umiltà e un pizzico di autoironia.