Blur significa 'sfocatura' o 'confusione'. Si riferisce a qualcosa che non è chiaro o distinto, sia visivamente che metaforicamente.
Nel contesto della canzone, l'artista canta "Life has been a blur, don't you agree?" (La vita è stata una confusione, non sei d'accordo?). Qui, "blur" è usato per esprimere una sensazione di disorientamento e che il tempo è passato velocemente e senza chiarezza, rendendo difficile distinguere i dettagli o i momenti importanti.
In "Pretty Stranger", Faouzia ci porta in un viaggio introspettivo, dove il dolore e la confusione sono i protagonisti. La canzone si apre con un senso di distacco, quasi come se la cantante si rivolgesse a uno sconosciuto, o forse a una versione di sé che non riconosce più: "Pretty stranger, how you been? Weather's getting pretty bad again" [Bel estraneo, come stai? Il tempo sta peggiorando di nuovo].
Man mano che la canzone prosegue, diventa chiaro che c'è una lotta interna. La vita è "a blur" [una sfocatura] e la domanda sulla felicità è qualcosa che preferirebbe "ignore" [ignorare]. È una confessione onesta e vulnerabile, specialmente quando dice: "And if you ask me, darling, I might cry. You know me, and I'm not one to lie" [E se me lo chiedi, caro, potrei piangere. Mi conosci, e non sono una che mente]. Il ritornello è un pugno nello stomaco, con la ripetizione di "Think I'd rather die alone. Think it's time for me to go" [Penso che preferirei morire da sola. Penso che sia ora per me di andare], che esprime un desiderio di fuga da una relazione che sembra averla svuotata, anche se "lovin' you was in vain" [amarti è stato vano]. È una canzone che parla di perdita, non solo dell'amore, ma anche di sé stessi.