Hechiza deriva dal verbo hechizar, che significa 'incantare', 'ammaliare' o 'stregare'. È una parola che evoca magia e un forte fascino.
Nel contesto della canzone, Elvis Crespo canta: "Esa sonrisa es la que a mi me hechiza" (Quel sorriso è quello che mi incanta). Usa questa parola per esprimere come il sorriso della persona amata lo catturi completamente, quasi come se fosse sotto un incantesimo, rendendolo irresistibile e affascinante.
In questa canzone, Elvis Crespo, artista portoricano, si lascia conquistare da un dettaglio semplicissimo: il sorriso di una persona. Lo ripete come una domanda quasi scherzosa, «¿Será tu sonrisa?» [Sarà il tuo sorriso?], perché qualcosa nel suo viso lo affascina e gli dà vita. La richiesta è diretta e tenera: «No dejes de sonreír, te lo pido por favor» [Non smettere di sorridere, te lo chiedo per favore]. Per lui quel sorriso è così dolce da diventare un’immagine fissa nella mente, fino a immaginare quella persona accanto a sé e dirle «te amo» [ti amo] mentre continua a sorridere.
La parte più divertente è il tono insistente, quasi da corteggiatore entusiasta: «No te me pongas seria que me desanimas» [Non diventare seria, altrimenti mi scoraggi]. “Te me pongas” è un modo colloquiale per dire “non diventare”, con quel “mi” che rende la frase ancora più personale. Poi il testo esagera con allegria: il sorriso lo “strega”, gli fa venire la pelle d’oca e fa sembrare la persona un angelo. Il ritornello finale, «Sonríe, sonríe... que te quiero ver» [Sorridi, sorridi... perché voglio vederti], trasforma tutto in un invito irresistibile a sorridere.