Soyeuses significa 'setose' o 'seriche'. È un aggettivo elegante e descrittivo che evoca una sensazione di morbidezza e delicatezza, non comune nel linguaggio quotidiano.
Nella canzone, Carla Bruni lo usa per descrivere le ali invisibili degli angeli: "Leurs ailes soyeuses / Invisibles à nos yeux". Questo uso poetico rende l'immagine degli angeli ancora più eterea e affascinante, suggerendo una bellezza nascosta e una natura quasi impalpabile.
Hai mai incontrato qualcuno che sembrava spuntato dal nulla per salvarti la giornata? In questo brano raffinato, Carla Bruni parla proprio di questo: di come, nei giorni fortunati o durante il morso dell'ansia ("la morsure de l'angoisse"), capiti di incrociare una persona speciale che ti prende sotto la sua ala ("sous son aile"). Il problema è che gli esseri umani sono creature gelose e insicure. Appena vediamo qualcosa di puro, scatta l'istinto egoista: non riusciamo a fare a meno di volerlo possedere ("vouloir le posséder") e tenerlo stretto solo per noi.
La parte più bella è l'avvertimento che Carla ripete verso il finale: fai attenzione a ogni incontro, perché gli angeli assomigliano a chiunque ("les anges ressemblent à tout le monde") e nascondono le ali agli occhi di tutti. L'espressione "Gare à..." significa letteralmente "attenti a..." o "occhio a...". Lei ci avvisa con un sorriso: attenti a ogni persona che incrociate per strada, potrebbe trattarsi di una creatura speciale e, peggio ancora, "gare à ne pas tomber amoureux" (guai a non innamorarsi!).