Двухсотый газ [dvukhsotyy gaz] significa letteralmente “gas dei duecento”, ma двухсотый [dvukhsotyy] richiama il codice militare russo “Cargo 200”, usato per indicare il trasporto dei caduti. Nel contesto della canzone, l’espressione unisce il gas domestico all’immagine drammatica di un soldato scomparso, creando un doppio significato inquietante e memorabile.
In “Газ”, AIGEL trasforma una cucina in un luogo domestico e terribile allo stesso tempo. La voce raccoglie dalla stufa “Сгребу из печки газовой золу” [raccoglierò la cenere dalla stufa a gas], la butta via e poi si addormenta sul pavimento accanto ai fornelli. Quel piccolo fuoco blu, ripetuto come una ninna nanna, sembra offrire calore e conforto, ma il testo lo collega subito alla guerra: il figlio del vicino, morto in una terra straniera, si disfa “на газ и газ” [in gas e gas] e sale lungo il tubo del gas per andare a trovare chi è rimasto a casa.
Il ritornello insiste su “Двухсотый газ” [gas del duecento]. In russo, “duecento” è un codice militare usato per indicare un soldato morto o il trasporto del suo corpo: qui la parola fredda e burocratica entra nella cucina, vicino alla fiamma azzurra. La richiesta “Согрей нас, двухсотый” [scaldaci, duecento] è assurda e gelida: chi dovrebbe scaldare la casa è proprio il morto trasformato in gas. Anche la patria “задарма продаст” [venderà gratis] il ragazzo, mentre la voce cerca un contatto radio con “Пропавший без вести солдат” [il soldato disperso]. Alla fine restano il fuoco, il gas e il grido “О Боже, всё в крови” [Oh Dio, è tutto coperto di sangue].