Котлета [kotleta] significa letteralmente “polpetta”, ma nello slang russo indica anche un grosso mazzetto di banconote. Nel verso «котлета упала с неба» [kotleta upala s neba], l’immagine significa che una somma di denaro è arrivata quasi dal cielo, rendendo il termine curioso e memorabile.
“GUF DISS” nasce da un featuring saltato, e Morgenshtern trasforma il problema in una presa in giro feroce. Il testo racconta un viaggio tra Dubai e Israele, dove lui e Guf, chiamato anche Lëša Dolmatov, registrano un brano e organizzano un video. Poi, appena due ore prima delle riprese, Guf manda il messaggio: «Чото я не хочу, юристы говорят опасно» [“Non ne ho voglia, gli avvocati dicono che è rischioso”]. Da lì partono discussioni su avvocati, soldi e NFT. L’idea è vendere il pezzo come NFT per guadagnare più che dividendo il ricavato di un singolo, mentre Morgenshtern sostiene di aver offerto a Guf il 70 per cento.
La parte più personale è il rapporto tra ammirazione e insulto. Morgenshtern dice di essere cresciuto ascoltando Guf e di aver iniziato a fare rap volendo essere come lui, ma subito dopo si definisce «продажным мудаком» [“un bastardo venduto”]. Lo prende in giro chiamandolo “дед” [“nonno”], critica il suo verso registrato e racconta di averlo sistemato per ore in modo che andasse meglio a tempo. L’immagine più divertente e cattiva arriva alla fine: «Я как твой второй подбородок» [“Sono come il tuo secondo mento”], cioè qualcosa da cui Guf non riuscirà più a liberarsi. È un diss pieno di slang, arroganza e battute molto pesanti, ma sotto gli attacchi resta l’idea di un fan che conosce bene il proprio idolo e ora lo provoca senza alcuna delicatezza.
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