Kunniavieras significa 'ospite d'onore'. È una parola composta che unisce 'kunnia' (onore) e 'vieras' (ospite), creando un termine elegante e significativo.
Nel contesto della canzone, il testo personifica il dolore (suru) come un ospite d'onore che bussa alla porta. Invece di respingerlo, lo si invita ad entrare, lo si nutre e gli si offre riparo, suggerendo un approccio di accettazione e cura verso le emozioni difficili. Questa metafora rende la parola particolarmente evocativa e profonda.
Questa canzone di Jenni Vartiainen, "Suru On Kunniavieras", ci invita ad accogliere la tristezza come un ospite d'onore. Invece di respingerla, dovremmo nutrirla con le nostre lacrime, "Surua kyynelin kastella täytyy / Jotta se puhkeais kukkaan" [La tristezza deve essere annaffiata con le lacrime / Affinché possa sbocciare in un fiore]. È un'idea affascinante: trattare il dolore con cura e rispetto, "Helli hoivaa, varoen vaali / Ettei se menisi hukkaan" [Cura teneramente, custodisci con attenzione / Affinché non vada sprecata].
Il testo ci suggerisce di invitare la tristezza a entrare, offrirle ristoro e persino un posto dove dormire, "Pyydä se sisälle, syötä juota / Tarjoa yösija silloin" [Invitala dentro, nutrila, dalle da bere / Offrile un posto per la notte allora]. Poi, proprio come un fiore che fiorisce e poi torna alla terra, la tristezza se ne andrà, lasciandoci con i ricordi, "Muistot on kalleinta kultaa" [I ricordi sono l'oro più prezioso]. E anche se se ne va, tornerà, "Vielä se tulee, mennäkseen jälleen / Lähemmäs kuin aavistatkaan" [Tornerà ancora, per andarsene di nuovo / Più vicino di quanto tu possa immaginare]. È un promemoria che le lezioni apprese dalla tristezza sono profonde, "Ei niitä oppeja kirjoista löydä / Et ostaa voi miljoonin markoin" [Non troverai questi insegnamenti nei libri / Non puoi comprarli con milioni di marchi].