Rackarepack è un termine svedese un po' arcaico e giocoso che significa "banda di furfanti" o "gruppo di canaglie". Non è una parola che si sente tutti i giorni, il che la rende interessante e memorabile.
Nel contesto della canzone, che è una tradizionale "Staffansvisa" (canto di Santo Stefano), i cantori arrivano a una casa e, vedendo il camino nero, scherzano dicendo che lì deve abitare un "rackarepack". È un modo umoristico per chiedere di essere accolti e rifocillati, tipico di questi canti natalizi in cui si va di porta in porta.
Questa canzone tradizionale svedese, interpretata da Triakel, ci porta in un'atmosfera notturna e un po' misteriosa. Immagina un gruppo di persone che si presenta alla porta di qualcuno molto presto, prima che sorga il sole. Salutano il padre e la madre della casa, augurando loro di svegliarsi felici e buoni, anche se "Det är ingen dager än" [Non è ancora giorno] e "Ingen måne lyser än" [Nessuna luna splende ancora]. Solo le stelle brillano nel cielo.
Ma non sono lì solo per salutare! Sembra che siano venuti per la figlia della casa, e sono un po' impazienti. Osservano il camino, prima bianco, poi grigio, notando che "kaffepannan, hon är på" [la caffettiera è accesa], il che suggerisce che la famiglia si sta svegliando. La loro impazienza cresce: "Jag står ej längre ut för knut" [Non resisto più fuori dalla porta] e sentono il freddo. Alla fine, con un tocco di umorismo sfacciato, notano il camino nero e concludono che "här inne bor det ett rackarepack" [qui dentro vive una banda di birboni]. È una canzone divertente e affascinante su una visita mattutina molto, molto presto!