Vulgar significa 'volgare', 'rozzo' o 'maleducato'. Non è una parola che si trova spesso nelle canzoni pop, il che la rende interessante e memorabile.
Nel contesto della canzone, Morrissey canta di una timidezza che è "criminally vulgar" (criminalmente volgare). Questa espressione ossimorica è intrigante: come può la timidezza, solitamente associata a modestia, essere volgare? Suggerisce una timidezza così estrema da diventare quasi offensiva o inappropriata, rivelando una profonda insicurezza e un senso di inadeguatezza che il protagonista fatica a nascondere.
Questa canzone è un vero inno per chiunque si sia mai sentito un po' fuori posto, specialmente quando si tratta di amore e connessioni. Il protagonista si descrive come "the son and heir of a shyness that is criminally vulgar" [il figlio ed erede di una timidezza criminalmente volgare], una frase che mi fa sorridere per la sua onestà brutale. È come se la sua timidezza fosse così estrema da essere quasi un crimine! Nonostante questa difficoltà, il messaggio centrale è potentissimo e universale: "I am human and I need to be loved / Just like everybody else does" [Sono umano e ho bisogno di essere amato / Proprio come tutti gli altri]. Non è forse vero per tutti noi?
La canzone ci porta poi in un club, un luogo dove si spera di incontrare qualcuno, ma che spesso si rivela un'illusione. Il verso "So you go, and you stand on your own / And you leave on your own / And you go home, and you cry / And you want to die" [Così vai, e stai da solo / E te ne vai da solo / E torni a casa, e piangi / E vuoi morire] è così diretto e crudo che ti colpisce dritto al cuore. È l'esperienza di chi cerca l'amore ma trova solo solitudine, un sentimento che molti di noi hanno provato. È una canzone che ti fa sentire meno solo nella tua solitudine.