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genocidegenocidio

Genocide significa 'genocidio', la distruzione sistematica e intenzionale di un gruppo etnico, razziale, religioso o nazionale.

Nel contesto di "Civil War", questa parola è usata per evidenziare la brutalità e la disumanità dei conflitti. I Guns N' Roses la usano per criticare le atrocità commesse in nome della guerra, sottolineando come la storia spesso nasconda queste verità. È una parola forte che cattura l'essenza del messaggio anti-bellico della canzone.

“What's so civil about war anyway?” (Cosa c'è di civile nella guerra, in fondo?).

Questa è la domanda che i Guns N' Roses pongono alla fine di "Civil War", un potente inno contro la guerra. La canzone denuncia la guerra come un ciclo infinito di violenza che si ripete da sempre: giovani uomini che combattono e muoiono, donne che piangono, e una società che alimenta odio e paura. Il testo è una critica feroce a come i conflitti vengano usati per scopi nascosti. Secondo la band, la guerra “nutre i ricchi mentre seppellisce i poveri” (feeds the rich while it buries the poor), trasformando i soldati in merce da macello in un “supermercato umano” (human grocery store).

Attraverso riferimenti a eventi storici come l'assassinio di Kennedy e la guerra del Vietnam, la canzone esprime una profonda sfiducia verso il potere e la propaganda. Il cantante afferma di sentirsi con le mani legate (My hands are tied) di fronte a un sistema in cui le guerre continuano per orgoglio e interessi economici, mascherate da nobili ideali come “l'amore per Dio e i nostri diritti umani” (the love of God and our Human Rights). È un grido di frustrazione contro una storia che, secondo la band, nasconde le bugie delle guerre civili e porta le cicatrici di sogni infranti e vite spezzate.

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