Yakıyormuş gemileri significa letteralmente "stava bruciando le navi". È un'espressione idiomatica turca che deriva dalla famosa frase "bruciare i ponti" o "bruciare le navi", che significa tagliare ogni via di ritorno, rendendo impossibile fare marcia indietro.
Nel contesto della canzone, la frase è usata in modo sarcastico. La cantante dice che qualcuno "stava bruciando le navi" (cioè, stava chiudendo definitivamente i rapporti con lei), ma lei risponde con una risata, indicando che non le importa affatto. È un modo interessante e un po' drammatico per esprimere indifferenza.
In “Sebastian”, la narratrice reagisce con ironia alle voci del suo ex: lui starebbe per lasciarla, avrebbe “bruciato le navi” e direbbe che lei è scappata lontano, cambiando. La frase turca “yakmak gemileri” [bruciare le navi] è un modo di dire: significa tagliare i ponti e non voler tornare indietro. Ma lei non sembra affatto distrutta: “Duyduğumda ne güldüm” [quando l’ho sentito, quanto ho riso]. Anche l’accusa “Değişmişim” [sarei cambiata] viene accolta con un secco “ben de haklıymışım” [a quanto pare avevo ragione anch’io]. È una risposta spiritosa e un po’ pungente a chi racconta la storia a modo suo.
Il ritornello affida tutto a Sebastian, una specie di messaggero: “Söyle ona Sebastian” [diglielo, Sebastian]. Il messaggio è chiaro: “Ağzımı açtırmasın” [non farmi aprire bocca], perché lei potrebbe dire molto di più, e “Kalbini kırdırmasın akşam akşam” [non farsi spezzare il cuore, di sera] suona come una minaccia scherzosa ma precisa. Se lui ha davvero qualcosa da dire, deve venire a parlarne direttamente: “Gelsin burada konuşsun” [che venga qui a parlarne], invece di “atıp tutmasın arkamdan” [sparare sentenze alle mie spalle]. La ripetizione di “Sebastian” rende il nome quasi un piccolo tormentone, mentre la cantante si prende il controllo della conversazione.