Узбіччі significa letteralmente "bordo della strada" o "banchina". È una parola che evoca un'immagine di isolamento e di essere ai margini.
Nel contesto della canzone, l'artista canta "Я стою на узбіччі" (Io sto sul bordo della strada), esprimendo un senso di solitudine e di attesa in un luogo periferico, lontano dal centro dell'azione o dalla persona amata. Questa parola dipinge un quadro vivido della sua condizione emotiva.
«Чекаю» significa “Aspetto”: il titolo mette subito al centro una persona che cerca ancora una traccia dell’altro. «Я шукаю твій слід» [Cerco la tua traccia] e «Ніби у печері я ходжу на осліп» [Come in una grotta, cammino al buio] trasformano la separazione in una ricerca quasi fisica. I due hanno condiviso giorni in cui erano soli al mondo, «як діти, хоча вже дорослі» [come bambini, anche se ormai adulti], ma ora restano il silenzio e le parole non dette. La frase «залиши пару слів» [lascia qualche parola] è semplice e quasi disperata: basta un messaggio, qualsiasi segno.
Il ritornello insiste sul luogo dell’attesa, senza dire con certezza se l’altra persona sappia che qualcuno è ancora lì. Nel frattempo, i ricordi diventano acqua: «В спогадах повільно тону» [Affogo lentamente nei ricordi]. Ci sono anche gesti molto concreti, come buttare via il vecchio, cambiare acconciatura e scrivere sul vetro con le labbra quanto sta aspettando. Il fuoco nel cuore non si spegne, anche se intorno fa freddo, ma senza l’altra persona resta «одна пустота» [solo il vuoto]. Verso la fine compare la verità più dura: negli occhi dell’altro c’è paura, non c’è modo di tornare indietro e la persona esiste nei sogni, non nella realtà. È una canzone sull’attesa che continua anche quando la relazione sembra già arrivata al limite.