Закладка [zakladka] significa letteralmente “segnalibro”, cioè qualcosa che indica il punto in cui ci si è fermati in un libro. È una parola particolarmente interessante perché nel verso «Я будто закладка в застрявшем лифте» [ya budto zakladka v zastavshem lifte] la cantante crea un’immagine surreale: si sente come un segnalibro incastrato in un ascensore bloccato, sospeso e incapace di andare avanti.
In «Пташка (Ptashka)», cioè “Uccellino”, Моя Мишель e DOSE costruiscono una scena sospesa tra il desiderio di partire e quello di tornare. L’invito è dolce ma anche inquieto: «Лети пташка, пока не станет страшно» [Vola, uccellino, finché non farà paura], seguito da «Возвращайся ко мне» [Torna da me]. Volare è importante proprio perché spaventa, e l’uccellino deve ignorare perfino le pietre. Intanto la vita resta bloccata: i due “stanno appesi” o passano il tempo sui tram rossi, ascoltano i clacson e sentono che l’estate dura poco. L’immagine più chiusa è quella di un seminterrato con una finestrella in alto: «Мы все проспали, у нас всё на потом» [Ci siamo persi tutto dormendo, rimandiamo tutto a dopo].
Il testo cambia continuamente scena, con un umorismo strano e tenero: sulla costa i gabbiani gridano “miao”, l’onda sussurra di essere gentile a un sacchetto di gattini, e la voce narrante si paragona a un segnalibro incastrato in un ascensore. Poi arriva una frase brusca: «Я очень рада, что ты теперь с другой» [Sono molto contenta che ora tu sia con un’altra]. Tra i due non restano parole: «замолчишь ты, замолчу я» [se tu taci, taccio anch’io]. La canzone lascia quindi un’immagine volutamente frammentaria: una persona spinge qualcuno verso il cielo enorme, mentre aspetta che ritorni, anche se entrambi sembrano fatti di vento, vuoto, fiori e buio.