hinkar — secchi

Hinkar significa “secchi”, cioè grandi contenitori usati per trasportare liquidi o materiali. Nel verso “Två hinkar salt i mina sår” (“due secchi di sale nelle mie ferite”), l’immagine è volutamente esagerata: richiama l’espressione “mettere il sale sulle ferite” e intensifica il dolore e il rimorso del cantante.

In “Jag Är En Idiot”, Ludwig Bell, artista svedese, dà voce a una persona che ha rovinato una relazione e ora vuole disperatamente rimediare. L’inizio è una supplica: «Kom tillbaks, jag ångrar allt jag gjorde» [Torna indietro, mi pento di tutto quello che ho fatto]. Il narratore ammette senza scuse: «Det är inte dig det är fel på, det är jag» [Il problema non sei tu, sono io]. Promette di diventare tutto ciò che l’altra persona desiderava, arrivando a giurare «på mammas grav» [sulla tomba di sua madre]. È una promessa enorme, quasi esagerata, e proprio per questo la scena ha anche un lato ironico.

Il ritornello è una confessione brutale: «Jag vet jag är en idiot» [Lo so, sono un idiota]. Secondo lui, tutta la città sa che cosa ha combinato, quindi la vergogna sembra pubblica, non solo privata. L’immagine del «salt i mina sår» [sale nelle mie ferite] è un’espressione usata per dire che il dolore viene peggiorato: lui pensa di meritare di stare male, e poi esagera ancora con «två hinkar salt» [due secchi di sale]. Nel frattempo controlla lo status e le foto dell’ex, che sembra divertirsi in un bar. Quando si incontrano, propone di prendere un caffè, cioè «fika», una pausa tipicamente svedese per bere qualcosa e stare insieme. L’altra persona accetta con gentilezza, ma il narratore capisce che «du har det bra» [tu stai bene]. La parte più amara arriva alla fine: tutto quello che ha detto gli è tornato addosso, e lui si chiede, in modo molto diretto, «Hur jävla dum kan man få vara?» [Quanto si può essere dannatamente stupidi?].

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