Heilstaat si traduce letteralmente come "stato ideale" o "utopia". È una parola composta da "heil" (salvezza, benessere) e "staat" (stato).
Nel contesto della canzone, viene usata in modo sarcastico per mettere in discussione il valore di uno stato che si definisce "ideale" ma che è circondato da muri, dove la libertà di espressione è limitata e chi devia dalla norma viene emarginato. È una parola potente che cattura il tema centrale della canzone sulla critica ai sistemi politici.
In “Over De Muur”, Klein Orkest mette a confronto due Berlino divise dal Muro e dalla Cortina di ferro. A Berlino Est, sulla strada Unter den Linden, la gente passa accanto a bandiere, a Lenin e Marx “nog steeds op een voetstuk” [ancora su un piedistallo], mentre il lavoro e la vita pubblica seguono i simboli del socialismo: martelli, falci e il cambio della guardia in passo di parata. La domanda è diretta: “Maar wat is nou die heilstaat / als er muren omheen staan?” [Ma che razza di Stato ideale è, se intorno ci sono dei muri?]. Se bisogna avere paura della propria opinione e chi dissente viene dichiarato pazzo, che valore ha una società perfetta solo sulla carta?
Poi il brano gira dall’altra parte del Muro, verso Berlino Ovest e la Kurfürstendamm, piena di porno, peep show, Mercedes, Coca-Cola, neon, cibo, alcol e gioco d’azzardo. Qui c’è la parola “vrijheid” [libertà], ma i versi la mettono subito alla prova: che libertà è senza casa o lavoro, per molti abitanti turchi di Kreuzberg, e con le manifestazioni permesse solo “met je rug tegen de muur” [con la schiena al muro]? L’immagine più bella e ironica è quella degli uccelli: volano da Est a Ovest e da Ovest a Est, senza essere richiamati né abbattuti. Cercano dove trovare qualcosa da mangiare, a volte vicino alla Gedächtniskirche, a volte in Alexanderplatz. Gli uccelli fanno ciò che alle persone è vietato: attraversare il confine e scegliere da che parte stare.