Scheißmelodie si traduce letteralmente con "melodia di merda". È una parola composta che unisce un'imprecazione comune ("Scheiße" - merda) con "Melodie" (melodia), creando un termine molto colloquiale e forte.
Nel contesto della canzone, l'artista usa questa espressione per descrivere una melodia che la tormenta, che non riesce a togliersi dalla testa e che le riporta alla mente ricordi dolorosi di una relazione passata. L'uso di "Scheißmelodie" enfatizza la frustrazione e l'irritazione che prova ogni volta che sente questa canzone, rendendola un'espressione molto vivida e memorabile.
In “Scheißmelodie”, Kerstin Ott racconta una canzone che diventa impossibile da sopportare: basta riconoscere quel ritmo perché il passato torni addosso. La narratrice sente di nuovo il beat, cade “bodenlos” [senza fondo] e rivede ciò che non ha più. La persona che aveva cercato di seppellire nei ricordi riappare appena parte la strofa: “Ich hatte dich vergraben irgendwo” [Ti avevo seppellito da qualche parte]. È un’immagine forte, quasi esagerata, ma proprio per questo si capisce quanto quel brano le rovini la serata.
Il titolo usa Scheiße, una parola volgare tedesca che qui significa qualcosa come “maledetta” o “stupida”, detta con rabbia e frustrazione. La melodia continua a rimbombare nella testa per ore, la tiene sveglia e fa ripartire “der Kreisel im Kopf” [la giostra nella testa]. E quando finalmente il pensiero si ferma, la musica ricomincia dall’appartamento al piano di sopra: “Dröhnt aus dem ersten Stock” [tuona dal primo piano]. Il ritornello è semplice e martellante, proprio come il ricordo: “Alles was gestern war, ist jetzt wieder da” [Tutto ciò che era ieri è di nuovo qui].