Нахлинула [nakhlynula] significa «mi ha travolto» o «è sopraggiunta impetuosamente», come un’ondata improvvisa. Nel contesto della canzone descrive un sentimento così intenso da farla bruciare di passione: «Впала, нахлинула [Vپala, nakhlynula]». È un verbo figurato e molto evocativo, meno comune delle normali parole d’amore.
In «КЛИЧУ» (KLYChU), parola ucraina che significa «chiamo», l’assenza di una persona amata trasforma due giorni in «наче вічність» [come un’eternità]. La voce del brano la cerca senza smettere: «Чуєш, я кличу тебе» [mi senti, ti chiamo]. Dimenticare il dolore non è possibile, e persino l’autunno diventa difficile da amare. Il ritornello insiste con una richiesta semplice e diretta: «Ти прийди» [vieni]. È proprio questa ripetizione, quasi una telefonata senza risposta, a rendere la canzone così immediata.
La seconda parte porta la mancanza dentro la notte: prima le notti erano amate, ora una sola notte senza l’altra persona è «занадто» [troppo]. Le parole brevi «Ніч-ніч, день-день» [notte-notte, giorno-giorno] e «Де ж ти?» [dove sei?] fanno sentire il tempo che passa mentre la solitudine «давить» [schiaccia]. Poi arriva un ricordo più luminoso e fisico: le labbra dell’altra persona sono «палкіші твої вуста» [le tue labbra sono più ardenti del sole]. Per questo «КЛИЧУ» oscilla tra il peso dell’attesa e la gioia di sapere che quella persona esiste ancora nella sua vita: «Що ти є у мене» [che tu ci sei per me].