gibała — oscillasse / traballasse

Gibała è una forma del verbo gibać, che significa oscillare, ondeggiare o traballare. Nel testo descrive la bara che non deve muoversi durante il trasporto, un’immagine insolita e memorabile legata al mestiere dei becchini.

“My Grabarze” è un brano di umorismo nero costruito attorno alla voce di una squadra di becchini. Il ritornello dice: «My grabarze się zjawiamy, gdy ci nic nie działa» [noi becchini arriviamo quando non ti funziona più niente]. Qui “grabarze” indica chi si occupa delle sepolture, e “quando non ti funziona più niente” è un modo diretto e scherzoso per dire che una persona è morta. La frase «Kiedy już nie ruszasz tym, co mama w genach dała» [quando non muovi più ciò che tua madre ti ha dato nei geni] parla del corpo che non si muove più. Il loro motto è «To jest ta zimna krew» [questa è quella calma fredda] e il loro mestiere diventa «nasz cmentarny cech» [la nostra corporazione cimiteriale], quasi come una gilda professionale con regole e orgoglio.

La parte più divertente è il vanto assurdo del loro equipaggiamento: «Mamy to czego nie ma nikt inny, to taki czarny przerobiony wóz» [abbiamo qualcosa che nessun altro ha, una specie di veicolo nero modificato]. È il carro funebre, descritto come una limousine che nessuno vorrebbe prendere. I becchini sanno anche «jak opuszczać, by się trumna nie gibała» [come calare la bara senza farla oscillare]. Poi arriva la pubblicità della bara perfetta: «w solidnej jesionce chowane» [sepolti in un robusto cofano di frassino]. “Jesionka” indica qui una bara fatta di legno di frassino. Con la ripetizione del ritornello e il saluto «Denatan dla ciebie dla rodziny!» [Denatan per te, per la famiglia!], la canzone trasforma il lavoro funebre in una presentazione musicale esagerata, fredda e volutamente macabra.

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