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bien aimée — amata / amata bene

Bien aimée significa "amata" o, letteralmente, "colei che è molto amata". È un’espressione poetica e affettuosa, più intensa e romantica del semplice aimée.

Nel brano, Amadou & Mariam la usano per rivolgersi alla persona amata: «mon amour, ma bien aimée». È un’espressione memorabile che trasmette devozione e tenerezza.

In “Je Pense À Toi”, l’amore occupa ogni momento della giornata: il narratore pensa alla persona amata mentre è a letto, la sogna durante la notte e la ritrova subito nei pensieri al risveglio. La frase “Je pense à toi, mon amour, ma bien aimée” [Penso a te, amore mio, mia amata] ritorna come un ritornello affettuoso e insistente, mentre “Ne m’abandonnes pas” [Non abbandonarmi] aggiunge una richiesta molto diretta. Se non può vedere la sua amata, dice di non riuscire a parlare, fare, vedere o interessarsi a qualsiasi altra cosa: è una dichiarazione totale, quasi esagerata, e proprio per questo molto tenera.

La parte più simpatica arriva quando paragona le promesse degli altri: alcuni offrono la Terra, altri il cielo, altri ancora la Luna. Lui, invece, ammette di avere soltanto “ma pauvre guitare” [la mia povera chitarra]. Non può promettere il mondo, ma può offrire la sua musica e dire con semplicità ciò che prova. Nel testo compare anche “Y’en a”, forma colloquiale di il y en a, cioè “ce ne sono alcuni”: un piccolo dettaglio utile per riconoscere il francese parlato.

Amadou Bagayoko e Mariam Doumbia formano Amadou & Mariam, duo del Mali. Entrambi non vedenti, si sono conosciuti all’Istituto per giovani ciechi di Bamako.

La loro musica unisce chitarre elettriche, canto e ritmi dell’Africa occidentale. Tra i loro album più noti ci sono Dimanche à Bamako e Welcome to Mali; il brano «Sabali» è una delle loro canzoni più conosciute.